Lo stregone di San Martino

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Oggi vi racconto la storia di  Hans Kachler, lo stregone di San Martino.

In questo piccolo paese viveva un servitore che quando usciva di casa teneva la testa china e con il brillare del sole imboccava la strada principale del paese.

Le persone che lo incrociavano giravano il capo da un’altra parte per paura di incrociare il suo sguardo.
Chi, invece, lo scorgeva da lontano diceva sottovoce: “Scommetto le mie venti mucche che Hans Kachler, di sicuro sta andando sullo Sciliar a far festa con le streghe o addirittura con il diavolo”. Leggi il seguito di questo post »

Laives è sempre stata città?

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Siamo ormai abituati a vedere Laives come una città, ma è sempre stato così?
La curiosità va soddisfatta e così sono andata a leggere un po’ della storia di questa meravigliosa zona in cui viviamo.

Frammenti di armi da caccia, risalenti al 5000 a.C., sono stati trovati nella zona di San Giacomo ili che indica che la zona era già stata popolata. Sono stati gli scavi in via Galizia, dal 1993 al 1995, a far venire alla luce 5 Casette risalenti all’età del ferro, 800 a.C. circa. Reperti di notevole valore storico. Leggi il seguito di questo post »

Giardini e parco giochi a Don Bosco

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Una volta ci si lamentava del tempo che i nostri bimbi passavano davanti alla televisione.
Oggi ci si lamenta di quanto tempo passano sul cellulare o sui tablet. Cambiano i modi ma il senso rimane lo stesso: i nostri figli trascorrono sempre più tempo al chiuso. Non solo a causa della tecnologia!

Sempre più impegnati in una miriade di impegni extrascolastici: basket, calcio, scherma. Sono più impegnati di noi adulti! Secondo il Ministero della Salute tutto questo “essere impegnati” fa male alla loro salute. I bambini non dovrebbero avere agende ricche di impegni ma dovrebbero passare almeno un’ora al giorno a fare attività fisica all’esterno.
Giocare è una cosa seria ed è molto importante!
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Lo stemma della città di Laives

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stemma di LaivesOggi inizio a raccontarvi alcune curiosità della città di Laives.
Parto dallo stemma della città, che racchiude l’essenza della storia di questo Comune.

Quanti di noi conoscono l’origine della scelta dei colori e la storia dell’edificio rappresentato nel nostro stemma?
Per chi già lo sa, questo sarà un piccolo ripasso di storia e magari può aiutarmi ad aggiungere dei particolari a quello che ho scoperto io. Leggi il seguito di questo post »

I canederli dell’Alto Adige

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Ditemi la verità! Quanto sono buoni i canederli?
Un piatto che porta in tavola un prodotto che promuove la cultura e la materia prima del nostro territorio.
Il piatto simbolo della cucina tirolese; nati da una cultura povera ,contadina e quindi dall’esigenza di sfruttare gli avanzi .
Vi siete mai chiesti come sono nati, chi li ha inventati?
Nella cappella di casale d’Appiano, su un affresco che risale circa al 1180 DC, si trova la prima rappresentazione del canederlo. Beh, possiamo dire che le origini sono incerte ma di sicuro si sa che anche dietro ai canederli c‘è una bellissima leggenda.

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CANEDERLI ALLLO SPECK

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Ingredienti per i canederli con lo Speck (per 4 persone – 8 canederli):

250 g di pane raffermo. Si usa pane bianco (panini, rosette con la crosta) tagliato a dadini di circa mezzo cm di lato.
150 g di Speck dell’Alto Adige con la sua parte di grasso, tagliato a dadini fini di 2-3 mm di lato, tenendo presente che se sono troppo grossi compromettono la tenuta del Knödel
2 uova
1/4 di latte
1 cucchiaio di cipolla, tritata finemente
1 cucchiaio di burro
2 cucchiai di prezzemolo tritato
1 cucchiaio di erba cipollina tritata
farina, la minor quantità possibile, non oltre 30 grammi
sale e pepe

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Schüttelbrot

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Chi è venuto a visitare la mia città e ha pranzato, o cenato, nei ristoranti caratteristici del centro, ha sicuramente assaggiato lo Schüttelbrot, il pane croccante che, tradotto alla lettera significa “pane scosso”. Tipica merenda altoatesina insieme allo speck tagliato a cubetti e al formaggio.

Mia nonna, quando aveva ancora i denti forti, se lo gustava accompagnando ogni morso ad un buon bicchiere di vino.

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